Canti dell’inizio canti della fine

Quando le parole insegnano a crescere: poesia per affrontare i momenti che cambiano
Copertina di Canti dell’inizio canti della fine di Bruno Tognolini e Silvia Vecchini

Perché abbiamo scelto questo libro

Ogni mese, in questa rubrica, cerchiamo un libro che possa accendere nei giovani lettori una scintilla nuova.
A volte è una storia avventurosa, altre volte un personaggio da cui lasciarsi ispirare.
Questo mese, però, abbiamo scelto una forma speciale di racconto: la poesia. Tra noi di Campanellino ultimamente la poesia ci affascina e ci aiuta a raccontarci.

La poesia spesso viene vista come qualcosa di difficile, riservato ai grandi, oppure come un fiocco da mettere sopra le parole, invece che parole vere, forti, importanti.
Eppure tutti noi nasciamo poeti: i giovani guardano il mondo con stupore, parlano per immagini, sentono i momenti piccoli come se fossero grandi.
La poesia, non è complicata: è naturale.

Per questo abbiamo scelto di proporvi “Canti dell’inizio, canti della fine”.
Per ricordarci che le emozioni non vanno spiegate soltanto: vanno ascoltate, respirate, riconosciute.
E la poesia sa farlo. Sa arrivare dove le frasi troppo dritte e veloci non riescono: negli angoli silenziosi del cuore, dove nascono i pensieri grandi.

E poi, in questo libro, ogni poesia è una porta: una che si apre, una che si chiude.
Esattamente come succede nella vita fatta di primi giorni e ultimi giorni, di “ciao” e di “addio”, di entusiasmi e malinconie che a volte non si sa come nominare, ma che si sentono benissimo.

Per questo lo consigliamo con entusiasmo:
perché è un libro che aiuta a crescere senza fare fretta, e insegna che anche una parola piccola può contenere un mondo intero.

Ci sono libri che non si leggono soltanto: si abitano, si respirano pagina dopo pagina.
“Canti dell’inizio, canti della fine”, scritto a quattro mani da Bruno Tognolini e Silvia Vecchini e illustrato da Giulia Orecchia, è uno di quei libri. Pubblicato da Topipittori, è un piccolo scrigno di poesie dedicate a ciò che più spaventa e affascina i bambini (e, se siamo sinceri, anche gli adulti): gli inizi e le fini.

Un tema semplice? Tutt’altro. Qui si parla del primo passo e dell’ultimo, del cominciare e del lasciare andare, della gioia delle partenze e della malinconia dei saluti.
E si fa con uno sguardo limpido e profondo, capace di tendere una mano ai bambini che crescono e ai grandi che ricordano.

Una particolarità rende questo libro speciale:
le poesie dell’“inizio” compaiono sulla pagina di sinistra, scritte da Tognolini, mentre quelle della “fine” stanno a destra, firmate da Vecchini.
Non è solo una scelta grafica. È un dialogo. Infatti la partenza incontra il ritorno, il primo giorno di scuola guarda il suo ultimo con occhi diversi, il germoglio risponde alla foglia che cade.

Il bambino che legge — o ascolta — si trova immerso in un ritmo naturale, esattamente quello del crescere: avanzare, fermarsi, riprendere fiato, imparare.

Canti dell’inizio canti della fine di Bruno Tognolini e Silvia Vecchini
Canti dell’inizio canti della fine di Bruno Tognolini e Silvia Vecchini

Un libro per tutte le età

Spesso pensiamo che il tema dell’inizio e della fine sia troppo grande per i piccoli.
E invece no.

I bambini sanno benissimo cosa significa iniziare qualcosa di nuovo: la scuola, un’amicizia, un’avventura.
E conoscono anche le fini: un gioco che si rompe, un trasloco, una separazione, un addio temporaneo.

Questo libro non protegge i bambini dal mondo: li accompagna a guardarlo meglio.
Con dolcezza, con coraggio.
Perché parlare delle emozioni non fa crescere prima — fa crescere meglio.

Il testo in stampatello maiuscolo rende la lettura accessibile anche ai lettori più piccoli o meno esperti.
Ma il ritmo poetico, l’intensità delle immagini e la profondità dei temi invitano a condividere questo libro a voce alta.

È un libro da leggere insieme la sera, come un rituale che consola o, perchè no, da portare a scuola, per riflettere e dialogare o anche da sfogliare da soli, quando si ha bisogno di un pensiero gentile.

Scegliere questo libro significa fare un regalo importante ai bambini:

  • Imparare il tempo: ogni inizio contiene una fine e viceversa.

  • Allenare la sensibilità: saper sentire è una forma di forza.

  • Dare parole alle emozioni: perché ciò che sappiamo nominare, possiamo affrontarlo.

E tutto questo accade senza moralismi, senza fretta, con una grazia rara.

Perché lo consigliamo ai bambini (e ai loro grandi)

Perché insegna che cambiare fa parte della vita
Perché celebra la tenerezza degli inizi
Perché consola le piccole e grandi fini
Perché dà parole ai sentimenti
Perché le illustrazioni accompagnano, non sovrastano
Perché nutre l’immaginazione e il pensiero

In un mondo che corre e che spesso non lascia tempo alle emozioni, questo libro invita alla lentezza, alla cura di sé e alla cura reciproca.