La trilogia di Tim Probert

Lightfall: un’avventura straordinaria che dimostra che i fumetti possono essere grandi storie
Ogni tanto ci piace uscire dai sentieri abituali e proporre qualcosa di diverso dal classico romanzo.
Ci sono giorni in cui si ha voglia di tuffarsi in una storia lunga centinaia di pagine, altri in cui una poesia riesce a dire moltissimo con poche parole, e poi ci sono le graphic novel, che uniscono il piacere della lettura alla forza delle immagini e riescono a creare mondi così vivi da sembrare reali.
Per questo abbiamo deciso di dedicare un articolo a Lightfall, una splendida serie fantasy firmata da Tim Probert, una tra le graphic novel più coinvolgenti che ci sia capitato di leggere negli ultimi tempi.
Fin dal primo volume, La luce perduta, si viene catapultati in un mondo fantastico popolato da creature straordinarie, paesaggi immensi e misteri che sembrano nascondersi dietro ogni angolo. Al centro dell’avventura ci sono Bea, una ragazzina curiosa e determinata, e Cad, una creatura enorme, gentile e un po’ impacciata che diventa il suo compagno di viaggio.
Quando una forza oscura minaccia l’equilibrio del loro mondo, i due si ritrovano coinvolti in un’avventura molto più grande di loro.
Un viaggio che continua nel volume 2, L’ombra del distruttore, e nel volume 3, Tempi bui, crescendo pagina dopo pagina fino a diventare una storia epica fatta di amicizia, scelte difficili, paure da affrontare e luoghi che sembrano usciti da un sogno.
Finito di leggere Tempi bui siamo andati immediatamente sul sito della biblioteca per prenotare il volume 4. Potete immaginare la delusione quando abbiamo scoperto che non c’era. Fortunatamente c’è un “ma”: negli Stati Uniti è già uscito. Il titolo originale è A Place Between e probabilmente arriverà nelle librerie italiane alla fine del 2026 o, al più tardi, all’inizio del 2027.
Insomma, dobbiamo solo avere pazienza. E non è facile.
A questo punto dobbiamo fare una piccola confessione: ci piacciono moltissimo le graphic novel. Non tutte, ovviamente. Come per i romanzi, ce ne sono alcune che ti divertono per un pomeriggio e altre che riescono a costruire mondi in cui vorresti trasferirti immediatamente. Lightfall appartiene decisamente alla seconda categoria.
Tra l’altro, se conoscete i famosi “diritti del lettore” di Daniel Pennac, forse sapete già che uno di questi dice:
abbiamo il diritto di leggere qualsiasi cosa ci piaccia: romanzi, fumetti, riviste, gialli, poesie.
Ci sembrava il momento perfetto per ricordarlo.
Lightfall è uno di quei libri che dimostrano quanto una graphic novel possa essere ricca, coinvolgente e capace di raccontare personaggi complessi. Le immagini non sostituiscono la storia: la fanno vivere.
Per questo ci piace alternare letture diverse. Romanzi, fumetti, poesie, riviste, saggi illustrati. Ogni formato racconta il mondo in modo diverso e può accendere una parte differente della nostra immaginazione.
A volte una tavola disegnata riesce a raccontare un’emozione meglio di una pagina intera di descrizioni.


Una delle ragioni per cui è così facile affezionarsi a Lightfall sono i suoi protagonisti.
Bea non è il tipo di eroina che entra in una stanza e sa immediatamente cosa fare. Si spaventa, sbaglia, prende decisioni discutibili e ogni tanto vorrebbe probabilmente nascondersi sotto una coperta e lasciare che qualcun altro risolva i problemi; proprio per questo è così facile tifare per lei.
Cad, invece, è impossibile da dimenticare. È enorme, forte e gentile. Fa sorridere, commuove e ricorda continuamente che la vera forza non ha molto a che fare con la violenza o con il potere.
Il loro rapporto è il cuore della storia. Cresce lentamente, tra fiducia, difficoltà e momenti di tenerezza che rendono il viaggio ancora più coinvolgente.
Con Lightfall succede una cosa curiosa: ogni tanto smetti di leggere per guardare. Le tavole di Tim Probert infatti sono piene di dettagli: le città sospese, le foreste misteriose, le creature fantastiche e gli scenari immensi trasmettono continuamente la sensazione di trovarsi in un mondo vivo.
Spesso viene voglia di fermarsi qualche secondo prima di voltare pagina per osservare meglio ciò che succede sullo sfondo, cercare particolari nascosti o semplicemente godersi il paesaggio.
La luce, le ombre e i colori non servono solo a rendere il libro bello da vedere: raccontano emozioni, creano atmosfera e fanno sentire il lettore dentro l’avventura.
Certo, ci sono mostri, misteri, magie e inseguimenti, ma le storie che rimangono davvero impresse fanno sempre anche qualcos’altro: mentre segui Bea e Cad ti ritrovi a pensare alla paura di sbagliare, alla fiducia, all’amicizia, a quelle volte in cui non ti senti abbastanza preparato per affrontare qualcosa e la cosa bella è che nessuno si ferma a spiegarti quale sia la morale della storia, le domande arrivano da sole.
Quando arrivi all’ultima pagina succede una cosa piuttosto pericolosa: ti viene immediatamente voglia di mettere le mani sul volume successivo.
Noi ci abbiamo provato.
Ed è stato proprio in quel momento che abbiamo scoperto che il quarto volume non era ancora arrivato in Italia…
Forse è il modo migliore per capire quanto ci sia piaciuta questa serie.
E se non te li ricordi ecco i 10 fondamentali diritti del lettore di Daniel Pennac:
- Il diritto di non leggere: La lettura è una scelta e nessuno è obbligato a leggere se non ne ha voglia.
- Il diritto di saltare le pagine: Se una parte del libro risulta noiosa, è concesso saltarla per tornare al vivo della storia.
- Il diritto di non finire un libro: Non c’è alcuna colpa nell’abbandonare un romanzo a metà se non riesce a coinvolgerci.
- Il diritto di rileggere: Si può tornare a leggere un’opera più volte per scoprirne nuove sfumature.
- Il diritto di leggere qualsiasi cosa: Fumetti, gialli, riviste o manuali, non esistono “cattivi” generi, purché la lettura porti piacere.
- Il diritto al bovarismo: Ovvero il diritto di lasciarsi trasportare totalmente dalle emozioni e immedesimarsi nelle vicende.
- Il diritto di leggere ovunque: Su un mezzo pubblico, in sala d’attesa o in qualsiasi luogo ci si trovi.
- Il diritto di spizzicare: aprire il libro a caso e leggere solo qualche pagina o frammento.
- Il diritto di leggere a voce alta: Per ascoltare il suono e la musicalità delle parole.
- Il diritto di tacere: Nessuno è tenuto a giustificare o commentare le proprie letture con gli altri.

